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Così Giorgia vuole farsi re(gina). Mentre le famiglie non arrivano a fine mese, pensiamo al premierato!

Come abbassare le tasse che ci strangolano? No! Come riuscire a sopravvivere alle guerre? Manco! Come calmierare i prezzi al supermercato? Neppure. L'Italia ora ha veramente bisogno di una sola cosa: l'uomo forte al comando

Così Giorgia vuole farsi re
Così Giorgia vuole farsi re

Così Giorgia vuole farsi re(gina). In un momento in cui le famiglie non arrivano a fine mese, pensiamo al premierato. Assurdi della politica. In mezzo a due guerre che ci stanno mettendo in ginocchio, tra un fuorionda di Giancoso e due comici russi che ci sperculano, qual è la cosa più importante per gli italiani? Ma il premierato forte, rispondiamo tutti in coro!

E Giorgia, puntuale e attenta ai nostri bisogni, volete che non ci dia quello che tutti noi, nessuno esclusi, bramano in Italia? Non sia mai. Quindi oggi ha dato il via alla procedura che – referendum popolare permettendo – ci porterà a cambiare la Costituzione. L’obiettivo è quello di eleggere direttamente il premier, eliminando ogni possibilità di ribaltoni e governi tecnici. Dando al Presidente del Consiglio una consacrazione popolare e un premio di maggioranza talmente alto che lo renderebbe – per cinque anni (sempre che poi non decida di cambiare le regole in corsa portando il suo “regno” a dieci, venti… a vita) – ben difficile da mandare a casa. Anche se facesse più danni che la grandine.

Bene, si può anche piacere a molti. Anche se il dubbio che sia la cosa più urgente per l’Italia, rimbomba come un eco. Ma il fatto che nessun Paese al mondo – tranne forse la Russia di Putin e la Turchia di Erdogan – abbia una legge simile dovrebbe suonare da campanello d’allarme a molti.

Soprattutto perché, guarda caso, la riforma che dovrebbe portare l’Italia in un futuro radioso trasformando il nostro malridotto Paese nella terra del latte e del miele – arriva in contemporanea con un drammatico aumento delle tasse (ma non dovevano tagliarle? E la flat tax del 15%?) e un allungamento della vita lavorativa rendendo più difficile andare in pensione. E il dubbio che si tratti della solita disinformatia, per cui quando si è in difficoltà la si spara grossa per distrarre l’attenzione, viene.

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Genovese di nascita e milanese d’adozione, è un giornalista, direttore di riviste e agenzie di stampa. Ha diretto testate storiche quali «Eva 3000», «Vip», «Ora», «Di Tutto», «Nuova Epoca», «Top Salute», «Corona Star’s». Attualmente lavora come autore di cinema, documentari e serie TV. Ha girato La banda del Buffardello e Il manoscritto di Leonardo da Vinci, il suo primo film come sceneggiatore. Ha fatto il ghost writer per molti VIP e ha scritto racconti sotto pseudonimo. Con la Newton Compton ha pubblicato Le dieci chiavi di Leonardo e L’enigma di Leonardo.