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L’Ai Act approvata dal Parlamento Europeo. “Minority report” aveva previsto tutto?!? Finiremo così?!?

L’8 Dicembre dopo una lunga negoziazione tra Commissione, Consiglio e Parlamento Ue è stato approvato l’AI Act, il primo quadro normativo al mondo per controllare l’intelligenza artificiale a tutela (sembrerebbe) dei diritti dei cittadini. La presidente del parlamento europeo Roberta Metsola annuncia così il pacchetto di leggi: «svolta potenzialmente storica per il nostro continente. Possiamo essere orgogliosi di noi. L’Europa è in testa e continuerà a guidare perché vogliamo essere i primi al mondo nell’innovazione digitali seguendo i valori dell’Unione Europea». Ma in testa a chi e cosa siamo noi? Apparentemente sembrerebbe che stiamo subendo solo l’innovazioni digitali di Cina e Stati Uniti…

GUARDA COME VIENE COMUNICATA LA NOTIZIA DEL L’AI ACT ALL’ESTERO

Intelligenza artificiale più sicura

L’Ai Act punta quindi a garantire che tutti i sistemi d’intelligenza artificiale immessi sul mercato Europeo siano sicuri e rispettino i valori dell’unione. Le intelligenze artificiali sono distinte ora prevalente in due categorie: quei sistemi potenzialmente dannosi all’uomo e quelli che non ne comportano rischi. Il riconoscimento biometrico e tecnologie come ChatGpt sono tra i “modelli fondativi” che rientrano nella categoria dei sistemi ritenuti potenzialmente pericolosi.

Molti i rischi di violazione dei diritti umani

Sono molti i rischi di violazione di diritti che potrebbero nascere dall’uso incontrollato di certe tecnologie. Secondo le normative dell’Ai Act le intelligenze artificiali identificate “ad alto impatto” sono quelle che dispongo un potere di calcolo molto elevato come ChatGpt. Tutte quei sistemi d’intelligenza artificiale che rientrano in questa categoria dovranno compiere una serie di adeguamenti formali preliminari prima di poter operare. Al di sotto di quella soglia di potere di calcolo i modelli dovranno invece adeguarsi all’AI Act solo al momento della commercializzazione.

Il riconoscimento biometrico: “Minority Report” il film premonitore

Ma l’argomento più dibattuto è stato quello del riconoscimento biometrico a distanza in tempo reale negli spazi pubblici per le forze dell’ordine. Ora è stato previsto il divieto totale nell’utilizzo degli algoritmi per prevedere le probabilità di chi e dove potrebbe commettere un reato. La polizia non può utilizzare quindi i sistemi che identificano in maniera automatica i volti in tempo reale. Avete presente il reparto di “polizia predittiva” del film Minority Report? Per chi non l’avesse visto è un film del regista Steven Spielberg con protagonista Tom Cruise. L’ appassionante action movie ipotizza le conseguenze nefaste che potrebbero scaturire da sistemi come la schedatura di massa e la biometrica facciale. Ma l’uso di questa tecnologia, che nel film era stata predetto, esiste. Per ora la sorveglianza biometrica è stata vietata con tre casi di eccezione. il primo previsto è un evidente minaccia di attacco terroristico segue la ricerca di vittime e la persecuzione di seri crimini (dalla pedopornografia al traffico di esseri umani).

GUARDA IL TRAILER DI “MINORITY REPORT”

il caso di Clearview AI: software di riconoscimento facciale

In Italia di recente il garante dei dati personali è intervenuto più volte in materia dei diritti in tema di dati biometrici e videosorveglianza. In un provvedimento risalente al Febbraio 2022, il garante ha imposto alla Clearview AI, azienda statunitense proprietaria di un software di riconoscimento facciale, una sanzione di 20 milioni di euro per aver trattato illecitamente i dati di milioni di individui tra cui quelli dei cittadini italiani. Il software sviluppato da Clearview consiste in un motore di ricerca per il riconoscimento facciale. La società attraverso tecniche di web scraping (tecnica di estrazione dati dal web) raccoglie immagini provenienti dal web in cui sono presenti foto pubblicamente accessibili. 

La schedatura di massa non è fantascienza

Ma la schedatura di massa con il supporto anche di tecniche appunto come il web scraping è già in atto, con o senza regole queste tecnologie già esistono da tempo. I malintenzionati saranno sempre spinti a utilizzare certi sistemi una volta creati. Non si faranno certo intimorire da un pacchetto di regole. Il capitalismo della sorveglianza non fa più parte dei film di fantascienza. Ormai è sicuramente molto più fantascientifico frenare un treno in corsa come quello dell’intelligenza artificiale! Il riconoscimento dell’emozioni ma anche la manipolazione cognitiva, comportamentale è già una realtà presente e utilizzata in campo marketing dalle grandi aziende da molto tempo. Ogni nostra scelta d’acquisto è sempre più pilotata da un algoritmo ogni volta più potente. Così come l’acquisizione massiva indiscriminata di immagini e di volti dai social che noi stessi pubblichiamo in una corsa frenetica e senza senso verso l’apparenza. 

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Monica De Luigi, esperta di comunicazione, curiosa, ricercatrice e critica. Muove i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo producendo arrangiando e interpretando dischi di musica pop, terminati gli studi a Londra, torna in Italia per lavorare come responsabile marketing nell'azienda di famiglia di real estate. E' appassionata di psicologia, astrologia, esoterismo e antroposofìa.