Anche a Brescia sono stati affissi manifesti contro l’educazione “gender” e la possibilità di cambiare nome nelle scuole. Chi è stato a dare il via libera a questa iniziativa? E perchè?
Pro vita & Famiglia
La campagna, promossa da Pro Vita & Famiglia, ha scelto un’immagine controversa per attirare l’attenzione sul tema. L’associazione si oppone fermamente all’inserimento di educazione sessuale o affettiva relativista e arcobaleno nelle scuole, difendendo il diritto alla vita, la famiglia tradizionale e l’autorità educativa dei genitori.
Le polemiche
La campagna ha generato polemiche e richieste di rimozione da parte dei movimenti arcobaleno. Pro Vita critica anche la proposta del Movimento 5 Stelle di finanziare l’educazione sessuale nelle scuole, che è stata respinta alla Camera. L’associazione è anche contraria alla “carriera alias”, che permette di modificare il nome anagrafico per coloro che non si identificano con il proprio genere. Questa regolamentazione è già stata adottata in alcuni istituti di Brescia e provincia, suscitando l’indignazione di Pro Vita. La polemica è stata alimentata da un corso di aggiornamento per docenti che ha affrontato tematiche di genere e transizione di identità di genere. L’associazione Arcigay Orlando Brescia ha risposto a Pro Vita con un comunicato stampa.
Movimenti arcobaleno pronti a chiedere la rimozione
Ora, nel mirino la proposta del Movimento 5 Stelle per poter istituire un fondo di 10 milioni di euro. Tutto questo per poter finanziare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole. La proposta però era stata già bocciata dalla Camera. Tuttavia i cartelloni hanno generato un dramma che potrebbe portare anche alla possibile richiesta da parte degli studenti della “carriera alias” per chi ne fa richiesta.