C’è un altro esposto del Codacons, l’ennesimo per Chiara Ferragni, la cui beneficenza è, oramai, sotto i riflettori non solo dei media, ma anche degli organi competenti.
La collaborazione della Ferragni con Oreo
La Ferragni proprio nel 2020, aveva realizzato una “Capsule collection limited edition Chiara Ferragni by Oreo”, con lo scopo di devolvere una certa somma di denaro in beneficenza. Ma il Codacons ha detto di aver presentato un ennesimo esposto sia all’Antitrust che alla magistratura. Secondo il Codacons:”In tali messaggi rivolti al pubblico si affermava che il 100% del ricavato delle vendite di tali abiti sarebbe andato in beneficenza per iniziative contro il Coronavirus”.
Il pomo della discordia
Oreo, però, risulterebbe legata alla Ferragni da rapporti commerciali, attestati anche dal fatto che ci fosse la dicitura “ADV”, che indica la presenza di un compenso per chi sponsorizza un determinato prodotto. La richiesta è, quindi, quella di far luce sulla vicenda, visionando i dati sia delle vendite, che delle presunte somme devolute in beneficenza. Oltre a ciò andranno visionati i destinatari e il modo in cui sono state assegnate le donazioni, nonchè le verifiche fatte sull’uso dei fondi raccolti.
Come procede il caso Balocco che ha dato il via alle altre segnalazioni
Mentre la Ferragni è tornata sui social a regalarci storie di outfit e scorci di vita quotidiana, le Procure di Milano e Cuneo continuano le indagini sul caso del pandoro griffato, il pandoro “Pink Christmas”, con la speranza di giungere a una conclusione il prima possibile. La Ferragni e Alessandra Balocco, Presidente e amministratrice delegata di Balocco, sono indagate con l’ipotesi di reato di truffa aggravata.
Il Codacons, nel mentre, avrebbe raccolto più di 250 segnalazioni di consumatori che si direbbero truffati. Che avrebbero, cioè acquistato il pandoro pensando che il prezzo maggiorato, e quindi la somma versata da loro, fossero finalizzati alla donazione all’ospedale Regina Margherita.