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Durante la messa nella chiesa italiana a Istanbul, altro che “scambio del segno di pace”: un attacco terroristico lascia a terra un morto!

Purtroppo la cronaca quotidiana è sempre più caratterizzata da avvenimenti che segnano l’instabilità generale, alimentando quel senso di incertezza generale che sta diventando davvero dilagante. Questo è il caso dell’attacco armato alla chiesa italiana di Santa Maria Draperis a Istanbul. Un fattaccio dove purtroppo è deceduto un cittadino turco di 52 anni.

Presa di posizione del governo locale

Lo riferisce Cnn Turk, sottolineando che l’aggressione si è svolta intorno alle 11.40 ora locale, durante la funzione della domenica. Naturalmente il governo turco ha avviato immediatamente “un’inchiesta a tutto raggio sull’attacco per catturare gli aggressori” e ha espresso “la ferma condanna del vile attacco”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Ali Yerlikaya sui social media.

La dinamica dei fatti

Quando qui in Italia erano le 09:40, due uomini armati e col passamontagna hanno fatto irruzione durante la funzione alla messa domenicale nella chiesa di Santa Maria, quartiere di Saryer. Gli aggressori sono poi fuggiti, lasciando a terra una vittima. Il ministro Yerlikaya ha espresso le sue formali condoglianze alla famiglia della vittima, sottolineando che le forze di sicurezza faranno del loro meglio per far luce sull’attacco. Tutto come da prassi: avrebbe mai potuto dire che sarebbe stato con le mani in mano?!?

La vittima

I due terroristi in azione nella Chiesa di Santa Maria hanno iniziato a sparare in aria, quando un cittadino turco, urlando, è corso verso di loro, rimanendo colpito. L’uomo è deceduto dopo essere stato colpito alla testa, un individuo – ironia della sorte – che spesso si rifugiava in chiesa a causa dei problemi economici che lamentava.

L’ipotesi sulla matrice religiosa

“Le motivazioni precisamente non si conoscono, debbono essere ancora verificate, ma gli elementi che finora sembrano emergere lasciano ipotizzare un attacco di matrice religiosa, una motivazione di intolleranza religiosa”, ha detto a Vatican News mons. Massimiliano Palinuro, il vicario apostolico di Istanbul. Dopo gli spari c’è stata “la reazione di uno dei fedeli, che aveva anche qualche problema di salute mentale, quindi ha avuto il coraggio di protestare contro questo atteggiamento. Un’iniziativa che gli è costato la vita.

Tajani risponde, condannando l’accaduto

“Esprimo cordoglio e ferma condanna per il vile attacco nella Chiesa di Santa Maria. La Farnesina segue la situazione con l’Ambasciata ad Ankara e il Consolato a Istanbul, sono certo che le autorità turche arresteranno i responsabili”, ha invece scritto in un post su X il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, dopo l’attacco armato.

Meloni gli fa eco


“Il Governo italiano, tramite la Farnesina, segue gli aggiornamenti su quanto accaduto questa mattina nella Chiesa di Santa Maria a Istanbul. Esprimiamo profondo cordoglio e la più ferma condanna per l’ignobile atto”, ha pubblicato su X Giorgia Meloni.

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