Home CRONACA Bambino cacciato dalla scuola per iperattività: alla faccia dell’educazione

Bambino cacciato dalla scuola per iperattività: alla faccia dell’educazione

E' successo a un alunno di 6 anni di Ladispoli. Il Tar Lazio ha annullato la sospensione, ma il preside non avrebbe la minima intenzione di rispettare l'ordinanza

Il Tar lo riammette ma il preside non lo fa entrare

Bambino iperattivo cacciato da scuola. Il Tar dispone l’immediato rientro in classe dell’alunno, che ha soli 6 anni, ma il preside non lo fa entrare. La famiglia si appella a Valditara: “Ci aiuti, nostro figlio deve tornare a scuola”. E il ministro ha già disposto un’ispezione per fare luce sulla vicenda.

Sospeso 17 giorni per iperattività

È una vicenda che ha dell’incredibile quella accaduta a un alunno dell’Istituto comprensivo di Ladispoli, vicino a Roma. Il piccolo è affetto da “un disturbo di deficit con iperattività”. Il bambino è stato sospeso per 17 giorni dalla scuola, ma poi reintegrato dal Tar del Lazio che ne ha disposto l’immediato rientro in classe.

L’appello al ministro

“Ci appelliamo al ministro Valditara: faccia rispettare il decreto del Tar alla scuola, lo faccia per la serenità di nostro figlio di appena sei anni che si vede negato un diritto”. L’appello al ministro dell’Istruzione è dei genitori del bambino di sei anni sospeso da scuola. Il Tar ha imposto alla scuola di riammettere subito il bambino. Decreto “non rispettato dal preside”, sostiene l’avvocato della famiglia, Daniele Leppe.

L’ispezione alla scuola

Su disposizione del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, l’ufficio scolastico regionale ha già disposto un’ispezione per comprendere come mai il decreto del Tar, che disponeva il rientro a scuola dell’alunno iperattivo di sei anni sospeso, non è stato attuato e rispettato dall’Istituto di Ladispoli. È quanto si apprende da fonti ministeriali qualificate.

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Un ragazzaccio appassionato di sport, cultura e tutto ciò che è assorbibile. Stanco della notizia passiva classica dei giornali e intollerante all'ipocrisia e al perbenismo di cui questo paese trabocca. Amante della libertà e diritto della parola, che sta venendo stuprata da coloro che la lingua nemmeno conoscono. Contrario alla censura e alla violenza, fatta qualche piccola eccezione. Ossessionato dall'informazione per paura di essere fregato, affamato di successo perché solo i vincitori scriveranno la storia.