“Anno bisesto, anno funesto”. Sarà solo una superstizione però si adatta al periodo nero che sta attraversando il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che un mese fa ha rassegnato le dimissioni da sottosegretario alla Cultura, dopo che l’Antitrust aveva avanzato il dubbio di attività incompatibili con il suo ruolo.
Il quadro “corpo di reato”
Adesso gli cade addosso un’altra tegola. Un’inchiesta della Procura di Roma per reati tributari, in cui si presume la sottrazione di 715mila euro alle casse dello Stato. I magistrati hanno appena chiesto il rinvio a giudizio, ricostruendo nelle carte l’acquisto nel 2020 dell’opera di Vittorio Zecchin Il giardino delle fate. Secondo le indagini Sgarbi avrebbe fatto comparire la sua compagna Sabrina Colle come acquirente e avrebbe raccolto il denaro necessario da un terzo attore. Il reato che il procuratore aggiunto Stefano Pesci prefigura sarebbe la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Vittorio Sgarbi sarebbe in debito con l’Agenzia delle entrate per una somma pari a 715mila euro. Come prevedibile, lui promette battaglia: «Inspiegabile. Verrà dagli avvocati motivato, attraverso la contraddizione profonda di un magistrato che pensa che io che contemporaneamente compravo opere d’arte per me, dovessi usare la mia fidanzata per un quadro che invece era suo, è stato regalato a lei». Un po’ contorta come autodifesa, ma leggiamo il resto. «Mi pare legittimo regalare le cose. Ormai siamo nello stato talmente privo di principi che si ritiene che se uno compra un quadro deve essere per forza una persona che lo vuole. E invece può essere un dono, ed è stato un dono. È una cosa che non ha nessun significato, totalmente insensata».
Il Vittorio furioso poi conclude: «Io pagavo le tasse, ho fatto la notariazione, non ho distolto nessun finanziamento alle tasse e quei danari non erano miei ma erano di un signore, banchiere, che ha regalato quel quadro alla mia fidanzata. È una cosa inverosimile. Se uno non vuole vedere neanche le carte, gliele faranno vedere gli avvocati».
Morgan, pensaci tu
Dal serio al faceto, Vittorio Sgarbi interviene anche sulla candidatura di Morgan a Sanremo 2025, twittando: “Morgan ha un carattere ‘non facile’? Non vedo il problema, è come Mozart e Vasco Rossi. Morgan direttore artistico del Festival di Sanremo 2025 sarebbe perfetto, come lo sarebbe stato anche prima. Lo vedo più maturo e più filosofico quindi, finite le polemiche, ora Morgan è pronto a dare prova di una maturità oltre che musicale anche personale. Abbiamo lanciato una petizione su ‘Sgarbistan’ (la chat alla quale sono iscritte circa 2 mila persone, tra cui politici, artisti e giornalisti) e per ora sono più di mille che hanno firmato per averlo come direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo”.