Siamo una democrazia che ha beneficiato delle strenue battaglie di Marco Pannella. Negli Anni Settanta, fu il fondatore del partito Radicale a condurre il Paese alle leggi sul divorzio e sull’aborto. Norme che riguardano profondamente i diritti delle donne.
Si sa che negli Stati Uniti è in corso un’aspra polemica e che le forze conservatrici pressano per ostacolare le interruzioni di gravidanza. È un buon cavallo da battaglia demagogico, in periodi elettorali. Una qualche forma di “apartheid” sulle donne fa gioco a certi ambienti.
Non sappiamo se Fratelli d’Italia si ispiri all’America muovendosi per coinvolgere le associazioni “pro-life” nei consultori, scrivendo che “possono avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche del coinvolgimento di soggetti del terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità”.
È una parte del testo di un emendamento al Pnrr su cui il governo ha messo la fiducia, firmato da Lorenzo Malagola di FdI. È passato in commissione bilancio e domani, mercoledì 17 aprile, si terranno le dichiarazioni per il voto di fiducia, mentre alle 14 inizierà la chiama per l’appello nominale.
Per le opposizioni, «rappresenta l’ennesima offesa ai diritti della donna e alla sua autodeterminazione, è vergognoso».
Partono all’attacco i rappresentanti del M5s nelle commissioni Affari Sociali di Camera e Senato: «Viviamo in un Paese in cui il diritto all’aborto, all’interruzione di gravidanza è già sotto attacco, in cui è già difficile accedere alla pratica, in cui le donne devono viaggiare fuori provincia o addirittura fuori regione per riuscire ad abortire. E mentre altri Paesi inseriscono la tutela del diritto all’interruzione di gravidanza in Costituzione, l’Italia sceglie di fare un ulteriore passo indietro. Noi continueremo a opporci a questa politica oscurantista del governo Meloni».
Per Silvia Roggiani e Marco Furfaro (responsabile welfare del Pd) «questo governo continua nella sua battaglia contro le donne e contro i loro diritti e lo fa attaccando in primis la legge 194 e il diritto all’interruzione di gravidanza. È vergognoso. Ci batteremo in Parlamento e fuori, affianco alle associazioni femministe, per impedire alla destra questo ennesimo attacco ai diritti delle donne».
Elly Schlein punzecchia la premier: «Mi ricordo una lettera durante la campagna elettorale di Giorgia Meloni che diceva “non preoccupatevi che non toccheremo il diritto all’aborto”. Un diritto che pochi giorni fa è stato definito dal Parlamento europeo come un diritto fondamentale e noi siamo molto contenti di questo passaggio.
«Evidentemente Giorgia Meloni pensa il contrario. Non ci stupisce ma fa impressione. Dopo avere letto quella lettera dicevamo di fare attenzione perché, se avessero voluto intaccare il diritto all’aborto, non avrebbero avuto nemmeno bisogno di toccare quella legge, basta fare una cosa come questa.
«È in corso un attacco pesante alla libertà delle donne di scegliere sul proprio corpo. Ce lo aspettavamo da questa destra che ovunque governa cerca di minare l’attuazione della 194 e di restringere il diritto delle che cercano di avere accesso ad una interruzione volontaria di gravidanza.
«È molto grave il blitz della destra in Parlamento con questo emendamento, che vuole fare entrare nei consultori associazioni anti abortiste, per incidere psicologicamente e in modo inaccettabile, violento sulle donne che cercano di avere accesso alla interruzione volontaria di gravidanza».