Home CRONACA Elkann finalmente accetta l’audizione alla Camera

Elkann finalmente accetta l’audizione alla Camera

Il presidente di Stellantis John Elkann - Fonte: Ipa - Dillingernews.it

Si è sottratto almeno due volte eppure, finalmente, John Elkann ha accondisceso a presentarsi in audizione al Parlamento.

Succede dopo una conversazione telefonica con il presidente della Camera Lorenzo Fontana, soprattutto in seguito alla presentazione del piano al tavolo del ministero delle Imprese e del Made in Italy da parte del capo Europa del gruppo automobilistico, Jean-Philippe Imparato, e la definizione di un sostanziale patto tra la casa nata nel 2021 e l’esecutivo sul futuro dell’auto in Italia

Elkann interverrà nelle commissioni competenti che hanno avanzato la richiesta rispetto alla crisi e all’evoluzione del settore automotive in Europa ed in Italia. Sono le commissioni Attività Produttive della Camera e del Senato, le stesse che hanno ascoltato l’ex ad di Stellantis, Carlos Tavares, che si è dimesso il 1° dicembre.

In aula all’inizio del 2025

L’audizione del nipote dell’Avvocato si terrà ragionevolmente all’inizio del 2025. Conseguenza delle pressioni dei parlamentari, non paghi di aver ascoltato Tavares. Ne sono scaturite molte polemiche, che hanno spinto il presidente della Camera a sollecitare l’intervento a Montecitorio del presidente e primo azionista di Stellantis, che attraverso Exor controlla anche La Repubblica.

Ora che il piano per ogni stabilimento italiano è stato definito e il tavolo si è chiuso, il presidente di Stellantis, che dopo le dimissioni di Tavares è alla guida del Comitato esecutivo che governa la casa automobilistica, può definire la sua partecipazione all’audizione.

Allo stesso tempo monta la protesta dei giornalisti di Huffington Post, ramo d’azienda di Gedi, controllato da Elkann. Il comitato di redazione si è proclamato in agitazione contro l’intenzione dell’editore ”di creare con la internet company Italiaonline come socio esclusivo una joint venture in cui far confluire il nostro giornale”. Di conseguenza, “L’assemblea respinge con fermezza ogni ipotesi di uscita dal perimetro aziendale, essendo noi redattori alle dipendenze di Gedi Digital Srl, avendo avuto solo poche settimane fa rassicurazioni che nessuna testata, HuffPost inclusa, sarebbe uscita dall’attuale assetto del gruppo editoriale”.

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