Elon Musk, miliardario per passione e politologo per diletto, ha deciso di entrare a gamba tesa nella politica francese con un tweet laconico e teatrale: “Free Le Pen!”. Sotto, come ciliegina su questa tarte tatin ideologica, compare lo screenshot di un intervento di Donald J. Trump, che tra un “witch hunt” e un “lunatics and losers” s’indigna per l’incriminazione di Marine Le Pen come fosse sua cugina in gita scolastica a Versailles.
La scena è grottesca. Due uomini che da anni urlano al mondo di voler “disconnettere” l’America dall’Europa – culturalmente, economicamente, perfino a livello di grammatica – si svegliano una mattina e decidono che la democrazia francese ha bisogno di loro. E non per costruire un ponte, ma per spiegare ai francesi come si fa giustizia. Americani che danno lezioni di diritto a un Paese con il Conseil d’État. È come se un texano spiegasse a un parigino come si stappa un Bordeaux.
Lo snodo della Le Pen
Trump, che ammette candidamente di non conoscere Le Pen ma ne apprezza la “determinazione”, la paragona a sé stesso, vittima di un sistema legalista manovrato da “corrupt lawyers and politicians”. Le Pen diventa così il suo alter ego transalpino, incastrata da un “bookkeeping error” che – giura lui – manco sapeva di avere. Sembra il trailer di una docuserie Netflix: Marine & Donald: vittime del sistema (e dell’ortografia).
Musk, dal canto suo, preferisce la sintesi. Due parole, una standing ovation, 90.000 like. “Free Le Pen!”, come se la leader dell’estrema destra francese fosse una detenuta politica birmana o una principessa Disney finita nel carcere di Guantánamo. Nessun accenno al fatto che Le Pen sia sotto indagine per presunto uso illecito di fondi pubblici europei. Ma chi ha tempo per i dettagli quando si è impegnati a salvare il mondo 280 caratteri alla volta?
Il paradosso è tutto qui: i due principali testimonial del “facciamola finita con l’Europa” – Trump e Musk – si commuovono fino alle lacrime per una politica francese inquisita. Gli stessi che vogliono far saltare NATO, ONU, Parigi e forse anche la Tour Eiffel, ora piangono sulla liberté di Marine Le Pen. L’unica spiegazione possibile è che in fondo, a certi uomini, l’Europa piace. Ma solo quando somiglia a loro.
Cari Elon, caro Donald, vi ringraziamo per la vostra preoccupazione. Ma tra baguette, scioperi, e processi giudiziari, ce la caviamo da soli da qualche secolo. Voi piuttosto pensate al vostro, di Le Pen. Che da quelle parti si chiama Stormy Daniels.